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Un programma di riqualificazione regionale per 5000 alloggi nei prossimi 5 anni per rimettere in moto la macchina degli investimenti.
In Italia il 70% degli edifici esistenti è da riqualificare: la Pubblica Amministrazione è chiamata a trainare la ripresa economica
 
 
 
La realizzazione e le modalità d’intervento adottate dal Comune di Reggio Emilia e da Acer per rendere efficiente energeticamente un condominio di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune sta facendo scuola in Italia e in Europa.
E’ il caso del condominio di via Maramotti, di proprietà del Comune di Reggio Emilia, un edificio di 13 appartamenti costruito nel 1981 sul quale Acer Reggio Emilia ha attuato una serie di interventi di riqualificazione energetica che si autofinanziano con i risparmi energetici ottenuti, generando per gli inquilini un risparmio economico garantito sulle bollette che va dal 7 al 10% annuo.
Un caso concreto riconosciuto per la sua efficacia dall’Unione Europea che, nell’ambito del progetto europeo Fresh, ha assegnato un finanziamento per la realizzazione dello studio e, dati alla mano, lo ha riconosciuto come modello da replicare.
Per parlare di questa positiva esperienza nei giorni scorsi si sono dati appuntamento a Reggio alcuni tra i principali esperti di settore: esponenti di Unione Europea, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Emilia Romagna, Cassa Depositi e Prestiti, Enea, Sindacato nazionale a confronto per verificare le possibilità e le modalità da perseguire per gestire le enormi potenzialità del settore della riqualificazione urbana ed energetica.
L’ingegner Luigi Guerra, Responsabile Ufficio Energia di Acer Reggio Emilia, nel presentare il progetto del condominio riqualificato ha evidenziato un risparmio energetico stimato pari al 38% che costituisce il primo passo per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa e dallo stesso Governo italiano, che si propone di arrivare ad avere edifici pubblici a consumo quasi zero entro il 2018. Il Governo, rappresentato dall’ing. Enrico Bonacci del Ministero dello Sviluppo Economico, ha presentato i nuovi incentivi per l’efficienza energetica contenuti nel Conto energia termico, recentemente approvato, e ha confermato l’intenzione di arricchire il quadro degli incentivi fiscali pubblici e privati, in modo da avviare un programma articolato di riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente che si sviluppi anche tramite il sistema delle ESCo (Energy Service Company).
Dare continuità al sistema incentivante per sviluppare grandi progetti di riqualificazione profonda con evidenti ripercussioni positive su tutto il sistema delle imprese è la soluzione per la ripresa proposta anche dall’ingegner Attilio Raimondi della Regione Emilia Romagna, sostenuto nella sua tesi anche dal dottor Fausto Braglia, esperto in Corporate finance e Fondi europei di Acer Reggio Emilia, che ha introdotto il tema degli strumenti finanziari negli EPC (EPC, Energy Performance Contract) incoraggiando il ruolo centrale della Pubblica Amministrazione nella certificazione della sostenibilità degli interventi, di esempio anche per il privato, e veicoli alla stregua del modello tedesco l’utilizzo di fondi europei, incentivi nazionali e strumenti di garanzia.
Confermata dal dottor Valter Menghini anche la auspicata volontà di collaborazione tra Pubblica Amministrazione e Cassa Depositi e Prestiti per definire la bancabilità degli interventi e coinvolgere le banche locali nel processo di definizione degli strumenti.Determinante, quindi, per la ripresa e lo sviluppo il ruolo trainante della Pubblica Amministrazione come veicolo per l’assegnazione di finanziamenti a tassi agevolati dal nuovo Fondo Kyoto e quote importanti dai fondi strutturali europei e dalla Banca Europea degli Investimenti per interventi di efficienza energetica degli edifici.
In Italia, infatti, si calcola che il 70% degli 11 milioni di edifici esistenti sia da riqualificare. A dirlo l’architetto Gaetano Fasano, Responsabile del Dipartimento Efficienza Energetica Edifici Pubblici di Enea, che insiste sulla necessità di approntare un sistema di incentivi per interventi significativi, a livello di massa critica di investimento e per tipologia di edifici, con l’obiettivo di sviluppare programmi di riqualificazione in cui il rapporto costi e benefici sia sostenibile.
Pieno sostegno arriva dal sistema delle ESCo e da Sunia, il Sindacato degli Inquilini, rappresentato dal Segretario Generale Daniele Barbieri, che sottolinea la qualità dell’intervento attuato nel condominio di proprietà del Comune di Reggio Emilia – rappresentato da Ugo Ferrari, assessore a Urbanistica, Edilizia e Casa – e realizzato da Acer Reggio Emilia – rappresentata dal presidente Marco Corradi – che ha avviato un percorso virtuoso di efficienza energetica e di risparmio economico per i suoi abitanti.
L’esperienza di Reggio Emilia, secondo gli esperti, segna la strada da percorrere per sviluppare programmi complessi per la riqualificazione di migliaia di alloggi, utilizzando finanziamenti pubblici e risorse derivanti dagli incentivi e dal risparmio: un intervento strutturale che potrebbe interessare 5000 alloggi pubblici in tutta la Regione da riqualificare in 5 anni non è solo auspicabile, ma realmente realizzabile.
Il programma è solo in apparenza ambizioso; in realtà rispetterebbe pienamente gli obiettivi di risparmio energetico indicati dall’Unione Europea, dalla Regione Emilia Romagna e dai Comuni stessi, i quali avrebbero la straordinaria opportunità di alleggerire le famiglie dai costi della casa, diventati oggi insostenibili, e far ripartire il sistema imprenditoriale locale impegnato nelle opere di riqualificazione.
Un intervento strutturale necessario, quindi, in cui tutti gli attori istituzionali sono chiamati a far la loro parte in un gioco di squadra che punti inizialmente al recupero del patrimonio pubblico per essere di esempio e replicato anche nel patrimonio immobiliare privato.
 
Di seguito è possibile scaricare o visualizzare il materiale del convegno:

 

 english version 

 

 

data creazione: 07/02/2013
data ultima modifica: 04/04/2013

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Un programma di riqualificazione regionale per 5000 alloggi nei prossimi 5 anni per rimettere in moto la macchina degli investimenti.
In Italia il 70% degli edifici esistenti è da riqualificare: la Pubblica Amministrazione è chiamata a trainare la ripresa economica
 
 
 
La realizzazione e le modalità d’intervento adottate dal Comune di Reggio Emilia e da Acer per rendere efficiente energeticamente un condominio di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune sta facendo scuola in Italia e in Europa.
E’ il caso del condominio di via Maramotti, di proprietà del Comune di Reggio Emilia, un edificio di 13 appartamenti costruito nel 1981 sul quale Acer Reggio Emilia ha attuato una serie di interventi di riqualificazione energetica che si autofinanziano con i risparmi energetici ottenuti, generando per gli inquilini un risparmio economico garantito sulle bollette che va dal 7 al 10% annuo.
Un caso concreto riconosciuto per la sua efficacia dall’Unione Europea che, nell’ambito del progetto europeo Fresh, ha assegnato un finanziamento per la realizzazione dello studio e, dati alla mano, lo ha riconosciuto come modello da replicare.
Per parlare di questa positiva esperienza nei giorni scorsi si sono dati appuntamento a Reggio alcuni tra i principali esperti di settore: esponenti di Unione Europea, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Emilia Romagna, Cassa Depositi e Prestiti, Enea, Sindacato nazionale a confronto per verificare le possibilità e le modalità da perseguire per gestire le enormi potenzialità del settore della riqualificazione urbana ed energetica.
L’ingegner Luigi Guerra, Responsabile Ufficio Energia di Acer Reggio Emilia, nel presentare il progetto del condominio riqualificato ha evidenziato un risparmio energetico stimato pari al 38% che costituisce il primo passo per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa e dallo stesso Governo italiano, che si propone di arrivare ad avere edifici pubblici a consumo quasi zero entro il 2018. Il Governo, rappresentato dall’ing. Enrico Bonacci del Ministero dello Sviluppo Economico, ha presentato i nuovi incentivi per l’efficienza energetica contenuti nel Conto energia termico, recentemente approvato, e ha confermato l’intenzione di arricchire il quadro degli incentivi fiscali pubblici e privati, in modo da avviare un programma articolato di riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente che si sviluppi anche tramite il sistema delle ESCo (Energy Service Company).
Dare continuità al sistema incentivante per sviluppare grandi progetti di riqualificazione profonda con evidenti ripercussioni positive su tutto il sistema delle imprese è la soluzione per la ripresa proposta anche dall’ingegner Attilio Raimondi della Regione Emilia Romagna, sostenuto nella sua tesi anche dal dottor Fausto Braglia, esperto in Corporate finance e Fondi europei di Acer Reggio Emilia, che ha introdotto il tema degli strumenti finanziari negli EPC (EPC, Energy Performance Contract) incoraggiando il ruolo centrale della Pubblica Amministrazione nella certificazione della sostenibilità degli interventi, di esempio anche per il privato, e veicoli alla stregua del modello tedesco l’utilizzo di fondi europei, incentivi nazionali e strumenti di garanzia.
Confermata dal dottor Valter Menghini anche la auspicata volontà di collaborazione tra Pubblica Amministrazione e Cassa Depositi e Prestiti per definire la bancabilità degli interventi e coinvolgere le banche locali nel processo di definizione degli strumenti.Determinante, quindi, per la ripresa e lo sviluppo il ruolo trainante della Pubblica Amministrazione come veicolo per l’assegnazione di finanziamenti a tassi agevolati dal nuovo Fondo Kyoto e quote importanti dai fondi strutturali europei e dalla Banca Europea degli Investimenti per interventi di efficienza energetica degli edifici.
In Italia, infatti, si calcola che il 70% degli 11 milioni di edifici esistenti sia da riqualificare. A dirlo l’architetto Gaetano Fasano, Responsabile del Dipartimento Efficienza Energetica Edifici Pubblici di Enea, che insiste sulla necessità di approntare un sistema di incentivi per interventi significativi, a livello di massa critica di investimento e per tipologia di edifici, con l’obiettivo di sviluppare programmi di riqualificazione in cui il rapporto costi e benefici sia sostenibile.
Pieno sostegno arriva dal sistema delle ESCo e da Sunia, il Sindacato degli Inquilini, rappresentato dal Segretario Generale Daniele Barbieri, che sottolinea la qualità dell’intervento attuato nel condominio di proprietà del Comune di Reggio Emilia – rappresentato da Ugo Ferrari, assessore a Urbanistica, Edilizia e Casa – e realizzato da Acer Reggio Emilia – rappresentata dal presidente Marco Corradi – che ha avviato un percorso virtuoso di efficienza energetica e di risparmio economico per i suoi abitanti.
L’esperienza di Reggio Emilia, secondo gli esperti, segna la strada da percorrere per sviluppare programmi complessi per la riqualificazione di migliaia di alloggi, utilizzando finanziamenti pubblici e risorse derivanti dagli incentivi e dal risparmio: un intervento strutturale che potrebbe interessare 5000 alloggi pubblici in tutta la Regione da riqualificare in 5 anni non è solo auspicabile, ma realmente realizzabile.
Il programma è solo in apparenza ambizioso; in realtà rispetterebbe pienamente gli obiettivi di risparmio energetico indicati dall’Unione Europea, dalla Regione Emilia Romagna e dai Comuni stessi, i quali avrebbero la straordinaria opportunità di alleggerire le famiglie dai costi della casa, diventati oggi insostenibili, e far ripartire il sistema imprenditoriale locale impegnato nelle opere di riqualificazione.
Un intervento strutturale necessario, quindi, in cui tutti gli attori istituzionali sono chiamati a far la loro parte in un gioco di squadra che punti inizialmente al recupero del patrimonio pubblico per essere di esempio e replicato anche nel patrimonio immobiliare privato.
 
Di seguito è possibile scaricare o visualizzare il materiale del convegno:

 

 english version 

 

 

data creazione: 07/02/2013
data ultima modifica: 04/04/2013

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