Approvate le linee guida per il mantenimento del decoro delle parti comuni interne ed esterne dello storico palazzo di Viale Risorgimento 24
Il palazzo di viale Risorgimento 24, di cui ACER Reggio Emilia è proprietaria di 7 alloggi sui 23 totali, nasce nella seconda metà degli anni ’20 su progetto dell’allora IACP. L’edificio, che riflette pienamente i principi architettonici del razionalismo italiano, è riconosciuto come bene di interesse storico-topologico e testimoniale. Soggetto a vincoli, rappresenta una fase importante dello sviluppo urbano e dell’evoluzione sociale del primo Novecento.
Il documento presentato durante l’assemblea straordinaria tenutasi lo scorso venerdì 31 maggio, partendo dal riconoscimento dell’identità che caratterizza il palazzo, intende fornire indicazioni per tutelare e valorizzare i caratteri architettonici originali pur consentendo la piena funzionalità dell’edificio, in linea con le esigenze della comunità condominiale.
Il progetto si fonda su una visione chiara e rigorosa che detta linee guida vincolanti per le parti visibili dal fronte strada e raccomandazioni per quelle interne. Colori, materiali, disegni e proporzioni sono scelti con attenzione per garantire armonia estetica, facilità di intervento e continuità nel tempo. Un profondo rispetto per l’identità storica, a cui è riconosciuto un profondo valore, che però non limita l’utilizzo di nuove e moderne tecnologie per l’efficienza, la sicurezza e la qualità dell’abitare. A tutto questo si aggiunge l’attenzione verso la sostenibilità economica e sociale dei futuri interventi: ogni scelta, condivisa dalla comunità condominiale, è calibrata per essere economicamente sostenibile e tecnicamente replicabile.
Un dialogo tra memoria e futuro, dove la qualità è prima di tutto una scelta culturale. Questo modello virtuoso è stato ideato e sviluppato a quattro mani dal dott. Danilo Procaccia, inquilino la cui famiglia risiede ormai da generazioni nello storico edificio, e dall’arch. Chiara Pastoressa, proprietaria e residente in uno degli appartamenti dello stabile. L’intenzione – spiegano i due autori – è di restituire e preservare la bellezza storica del palazzo e al contempo prevedere nuove funzionalità per il futuro. Un edificio è di valore se si riesce a vivere nel tempo mantenendo intatta la sua dignità originaria e continuando a servire chi lo abita ora e nel prossimo futuro”.
Dato il valore della proposta, questo approccio potrebbe essere accolto e replicato in altre realtà simili del territorio comunale.